READ PRESS REVIEW
Read what many many newspapers and wine magazines have written about Barolo Boys.

BAROLO BOYS: THE STORY OF A REVOLUTION Carlo Petrini, founder and president of Slow Food
Oscar Farinetti, president of Eataly
Joe Bastianich, narrator voice, for the first time on the big screen
We brought the real revolution, period.

It's worth asking: what revolution has ever been successful?

We just wanted to make the best wine in the world!

Every once in a while someone asks me: is there a winner in this story?

BEPPE RINALDI
Per tutti semplicemente "Citrico". Carismatico esponente dell’ala tradizionalista del Barolo e legato da vincoli di parentela al celebre Bartolo Mascarello (“No barrique, no Berlusconi”), Rinaldi difende a oltranza, ricorrendo alla storia e alla filosofia, una visione lenta e malinconica del Barolo e della vita.
GIAMPIERO CEREDA
Non si cerci il suo nome su Internet, perché nemmeno Google sa esattamente chi sia e che cosa abbia fatto! Il suo nome non compare mai per un tacito accordo con le aziende di cui si occupò per quasi tutti gli anni Novanta: milanese, bancario di professione ed esperto di barrique, non si poteva far sapere che il nuovo Barolo nasceva anche dalle sue mani, o meglio, dal suo naso. Eppure c’era, eccome: Giampiero Cereda è parte integrante dell’epopea Barolo Boys in anni in cui “tutto era possibile”
SILVIA ALTARE
Una delle più note esponenti della generazione “post Barolo Boys”. Figlia di Elio Altare, (il leader dei modernisti), vive sulla propria pelle le complesse dinamiche di chi raccoglie un testimone scomodo, tra esigenze di continuità aziendale e fisiologica ricerca di un “proprio posto nella Langa”
CAV. LORENZO ACCOMASSO
Decano dei barolisti di La Morra, per due decenni presidente della locale cantina comunale, il cavalier Accomasso non ha cambiato di una virgola il modo di produrre Barolo dal lontano 1958, anno del primo imbottigliamento. Oltre 50 anni di macerazioni lunghissime, affinamenti “eterni” e solo botte grande. “Il Barolo moderno per me non esiste”, ci ha detto a un certo punto. Più diretto di così!
BEPPE CAVIOLA
Quando l’amico Elio Altare, molto più grande di lui, gli propose di aiutarlo a cambiare la vinificazione, nessuno poteva immaginare che, nel giro di 10 anni, Caviola sarebbe diventato uno dei più acclamati enologi italiani, con consulenze in quasi metà delle regioni, spesso di firme enologiche prestigiosissime. Egli stesso produttore in quel di Dogliani, Caviola è stato per anni il punto di riferimento tecnico per buona parte del gruppo modernista, contribuendo alla loro affermazione stilistica.
DAVID BERRY GREEN
La tradizione vista dalla parte di un venditore. Con lui non è stata una semplice intervista, ma una messa in discussione dell’intero impianto produttivo della Langa degli ultimi 20 anni. Contro i Barolo Boys, contro la barrique, contro il mercato americano dei vini blockbuster a forever young. Contro tutto e tutti, o quasi: strenuamente dalla parte della “bellezza del nebbiolo” che si traduce in vini classici e longevi
BANDA GABETTI DI LA MORRA
Unica superstite della gloriosa tradizione bandistica dei piccoli paesi delle Langhe, la formazione lamorrese, di oltre cinquanta elementi, trae il proprio nome dal noto musicista di casa Savoia cui si deve l'inno naz... ehm... della monarchia italiana!
All'interno di Barolo Boys la presenza della Banda non è solo un elemento musicale ma, attraverso le sue marce che si fanno di volta in volta allegre, marziali o funeree, sottolinea e segna i passaggi chiave del film.
Non sappiamo se qualcuno di loro si è perso nelle vigne durante le riprese, di sicuro noi ci siamo divertiti un sacco a girare.
Grazie ragazzi!
ASD BAROLO BOYS
Come per la storia dell'uovo e della gallina, a Monforte si disquisisce se siano nati prima i Barolo Boys del vino o i Barolo Boys del pallone.
E in effetti i primi calciatori erano produttori di vino e figli di produttori, e ancora oggi la suadra annovera tra le sue fila alcuni tra i più promettento giovani produttori di vino di Monforte!
A noi non è sembrato vero di poter associare la storia (e l'immagine) della nostra squadra di produttori a quella di una vera squadra di calcio, per di più con lo stesso nome sulla meglietta, e così il calcio è diventato una metafora tanto concreta quanto surreale delle vicende raccontate nel film.